Made In Italy – Ricominciamo da qui Museo della Seta

dal 4 al 30 ottobre 2020
Apertura: da martedì a domenica dalle ore 15 alle ore 19
(salvo cambiamenti per Covid-19)
Bigliettazione standard del Museo della Seta

Un connubio di fotografia e moda, voluto da Maria Cristina Brandini, curatrice e italiana appassionata, sarà protagonista assoluto dell’autunno comasco: una mostra dedicata al Made in Italy per ricominciare.
Per tutto il mese di Ottobre al Museo della Seta di Como sarà allestita la mostra MADE IN ITALY Ricominciamo da qui, un collettivo di grandi fotografi italiani, e non solo, per celebrare la Moda Italiana nella fotografia.

Dichiara Maria Cristina Brandini, curatrice della mostra: “Ho fortemente voluto questa Mostra “reale”, dove quest’ultimo termine assume un significato molto profondo e importante dopo mesi e mesi di doloroso e preoccupante lockdown. Ho ritenuto necessario ripartire e ho pensato molto a come ripartire. Il mondo dell’Arte e della Cultura, per motivi legittimi ma anche un po’ ingiustificati, viene ritenuto, in questo preciso momento storico, un po’ superfluo e sicuramente non fondamentale visti i gravissimi problemi sanitari ed economici che attanagliano il Paese, anzi tutto il mondo, messo in ginocchio da un microscopico virus. Non voglio soffermarmi sull’argomento Covid-19. Coraggiosamente è necessario procedere e pensare, senza dimenticare, ad un futuro migliore. Le difficoltà si subiscono, si accettano, si affrontano e si superano con determinazione, forza e grande volontà.”

Curatrice affermata, durante il lockdown Maria Cristina Brandini, ha continuato i suoi percorsi espositivi organizzando mostre fotografiche digitali sulla pagina facebook L’ONDA NUOVA riscuotendo grande successo. Oggi presenta una Mostra Collettiva partendo dalla Moda italiana: settore importante e fondamentale per l’economia del Paese, al quale la curatrice vuole dedicare un segnale di ripresa.

Tra i grandi nomi presenti: Giovanni Gastel, fotografo di fama mondiale, Stefano Babic, Alessio Cocchi, Fabrizio Mazzoni, Efrem Raimondi e Andrea Varani. In esposizione anche alcune fotografie di Laura Morino, ex top model e pr milanese che porterà di persona ed in fotografia la sua bellezza senza età, scattate da Giovanni Gastel e Alessandro Vasapolli.

La mostra è stata resa possibile anche grazie al prezioso contributo di Giovanna Baglio e Paolo Aquilini, Presidente e Direttore del Museo della Seta di Como che, prossimo al festeggiamo di 30 anni di attività, ha messo a disposizione, gratuitamente, i propri spazi. “Aprirsi agli altri è sempre una grande opportunità, i Musei non sono più luoghi di statica cultura frontale ma istituzioni in cui la cultura si alimenta anche attraverso le collaborazioni ed il confronto: le mostre a loro volta oggi hanno il compito di intrecciare il sapere e di trasmettere emozioni” Giovanna Baglio, Presidente.

In esposizione anche un set di manichini vestiti con kimoni e preziosi tagli di sete by Seteria CLERICI-TESSUTO, allestito Flavia Proserpio, docente del glorioso Setificio, insieme ad un gruppo di sue allieve.
E ancora due capi d’archivio realizzati dalla Signora della Moda Raffella Curiel.
E in una grande festa della fotografia non possono mancare ospiti, anch’essi fotografi: Daniel Grandolfi che presenterà alcuni suggestivi scatti di body painting e Irina Litvinenko, giovane e talentuosa fotografa ucraina.

Un’esposizione collettiva che auspica a trasmettere il messaggio del saggio proverbio “l’unione fa la forza!”.


Museo della Seta di Como – 30 anni di storia

Il Museo della Seta di Como è un contenitore di storie che hanno segnato la città di Como e plasmato l’aspetto, la cultura, l’essenza stessa della città.
In un periodo storico in cui parte di quelle storie legate al prezioso tessuto volgevano al termine, si sono aperte le porte di via Castelnuovo 9, perché quelle storie non finissero nell’oblio.

Sono passati esattamente trent’anni dal taglio del nastro (4 Ottobre 1990), e ora il Museo della Seta persegue la sua antica missione di conservare e preservare macchine, strumenti da lavoro, beni tessili, ma non solo.

Il Museo, realtà in continua evoluzione, oggi ha nuove altrettanto nobili mire: trovare sempre nuovi modi per narrare le storie di sempre affinché esse possano arrivare davvero a tutti, ricercare nuove storie, essere punto di riferimento delle realtà tessili del territorio e agorà di scambio e cultura a disposizione della città. Ecco perché al Museo della Seta, oltre alla filiera serica per narrare il processo che porta dal piccolo baco da seta al prezioso abito confezionato, non mancano nuove tecnologie, installazioni interattive, percorsi ideati per pubblici diversi, mostre ed eventi che spaziano su temi ampi e sempre diversi, in collaborazioni con altri enti del territorio con cui il Museo condivide obiettivi e possibilità.

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