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Chiesa di San Carlo

Chiesa di San Carlo


La Chiesa di S. Carlo si trova in una caratteristica frazione di Menaggio denominata Castello.
La Chiesa fu fatta erigere da Cinzio Calvi sui ruderi dell’antico castello affinché servisse da sepolcro per lui e la moglie Caterina Camozzi.

Edificio in muratura integrato con il tessuto edilizio circostante. Si accede con tre gradini in pietra da una piccola piazza; si sviluppa con pianta longitudinale ad una navata e cappelle laterali; è coperto a tetto con manto in coppi e dotato di un campanile a doppia vela, poco visibile; la facciata, incompleta, è in pietra a vista in bozze, ciottoli e mattoni.

La chiesa di S. Carlo fu costruita tra il 1612 e il 1614 per volontà del nobile Cinzio Calvi, su un terreno di sua proprietà presso i ruderi del Castello: è una delle prime dedicate al Santo milanese, trent’anni dopo la morte del Borromeo e a soli quattro anni dalla sua canonizzazione, forse come omaggio all’amicizia che aveva legato il Santo ad un altro menaggino, Castellino da Castello. Calvi donò inoltre parte dei propri beni al monastero di S. Maria della Passione in Milano appartenente ai Canonici Regolari Lateranensi, affinché si assumessero l’obbligo di officiare nella nuova chiesa e di risiedere nell’annesso convento in numero di otto, quattro sacerdoti, un chierico, due conversi e un servitore.
Pur ridotti nel numero, per oltre centocinquant’anni i Canonici vissero nella casa adiacente, dedicandosi al servizio non solo della chiesa, ma di tutta la comunità: tra l’altro, fecero costruire di fronte al loro chiostro un pozzo cui potevano attingere gli abitanti della parte alta del paese, sino allora sprovvista d’acqua. Il 5 settembre 1771 la canonica fu soppressa dall’imperatore Giuseppe II; la chiesa passò sotto l’amministrazione della Fabbriceria della chiesa parrocchiale di S. Stefano.

La semplice facciata in pietra a vista, ornata da tre fasce in mattoni in cotto e aperta da un’ampia finestra termale, prospetta sul piccolo e raccolto sagrato, stretto tra le mura di antichi edifici in pietra a vista, tra cui, quello sulla sinistra, era la casa dei Canonici. L’interno, a navata unica, presenta due cappelle laterali. Quella di destra porta sopra l’altare una tela con La Pietà tra Santi, opera di Giuseppe Vermiglio, pittore che lavorò a lungo per i canonici del monastero di S. Maria della Passione di Milano. La cappella di sinistra è invece dominata da un dipinto raffigurante San Fermo tra le Sante Apollonia e Agata, sempre di Giuseppe Vermiglio; sul muro laterale c’è anche una vetrina che accoglie la mozzetta e lo zucchetto rossi appartenuti al cardinale Andrea Carlo Ferrari, un altro elemento di legame con la Diocesi Milanese.
La chiesa conserva alle pareti altre interessanti tele seicentesche: sulla sinistra il Transito di San Giuseppe, e la Crocifissione con i Santi Pietro e Andrea, firmato Giuseppe Antonio Castelli; sulla destra invece La Guarigione di un’ossessa. Nel presbiterio vi è un altare in marmi policromi; alle sue spalle, in una nicchia, spicca una statua in gesso di San Carlo.
Sul pavimento, sulla destra davanti all’altare, si trova la lapide sepolcrale della famiglia Calvi, dove sono sepolti lo stesso Cinzio e le due mogli Caterina Camozzi e Marta Piperelli.

Caratteristico della chiesa di S. Carlo è l’elegante campanile a vela di stile spagnolesco.

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