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Parco di Villa Serbelloni


Il Parco di Villa Serbelloni situato a Bellagio si estende sul promontorio scosceso che separa i due rami del lago, dove, secondo la tradizione, Plinio il Giovane possedeva una villa chiamata Tragoedia.

Dal parco, un suggestivo intrico di vialetti immersi nella vegetazione autoctona ed esotica e abbelliti da terrazzamenti e statue, si gode di un superbo panorama dei rami del lago di Como e di Lecco, mentre dalla fortificazione sul promontorio di una splendida vista del ramo nord del lago e delle Prealpi.

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Sul crinale interno della collina, protetto dai venti che soffiano dal lago, il complesso edilizio di Villa Serbelloni si caratterizza per la semplicità delle linee architettoniche. All’interno si susseguono eleganti saloni con soffitti a volta e a cassettoni, accuratamente decorati nello stile dei secoli XVII e XVIII.

Tutto intorno il parco si sviluppa lungo gran parte del promontorio bellagino con vasti tratti di bosco fitto dove i giardinieri del Serbelloni avevano tracciato i vialetti che ancora oggi si fanno ancora strada fra piccole radure e giardinetti “all’inglese”.

Come rileva il Balbiani, più che di un giardino trattasi di un vero e proprio “bosco, aperto da spaziosi e comodi viali, e piantato di ogni generazione di alberi d’alto fusto”; fra gli altri, querce, conifere, abeti, lecci, osmanti, mirti e ginepri, “ma sopra gli alberi tutti qui fronteggia il pino, che col nodoso suo tronco fa schermo alle tempeste”.

Di tanto in tanto la vegetazione si dirada aprendosi su punti panoramici che si affacciano sui due rami del lago offrendo scorci prospettici sulle pendici del colle dove, nella bella stagione, fioriscono i roseti, nelle loro colorate varietà. Lungo il tortuoso viale che sale alla villa, l’asperità del suolo roccioso non ha impedito la costruzione di terrazze ed aiuole fiorite dove crescono tassi e bossi geometricamente potati. Verso la parte sommitale del parco fanno bella mostra di sé lunghe fila di cipressi e alcuni palmizi di notevoli dimensioni.

Fonte: LombardiaBeniCulturali

L’impianto originale della villa risale al 1400 e fu edificato per volere di Marchesino Stanga, feudatario del luogo.

Nel 1788 passò al conte Alessandro Serbelloni, esponente di una delle più nobili e ricche famiglie lombarde, che vi si dedicò anima e corpo, concentrandosi soprattutto sulla realizzazione dell’immenso parco esterno, dove fece costruire piste carrozzabili, viali e sentieri per una lunghezza totale di circa 18 km.

Alla morte del conte la villa passò di proprietà in proprietà e, afine ‘800, venne trasformata in albergo. Il complesso venne in seguito acquisito dall’americana Ella Walker, principessa Della Torre e Tasso, che decise nuovamente di abitarvi, donandolo poi alla sua morte alla Fondazione Rockefeller.

Oggi la villa è sede di convegni e soggiorni di studio della Fondazione.

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