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Chiesa di S. Giorgio

Chiesa di S. Giorgio


La chiesa parrocchiale di San Giorgio risale al XIII secolo ed è situata nell’omonima piazza nel centro di Varenna.
Costruita su un tempietto risalente al XII secolo e rielaborata in epoche successive, è stata riscoperta dopo alcuni restauri nella seconda metà del Novecento come esempio di architettura medievale lombarda.

Struttura architettonica

La facciata a salienti rivela la struttura interna a tre navate, di cui la centrale è più alta delle laterali. La pianta rettangolare è priva di transetto. Le volte della navata centrale sono sostenute da due file di tre pilastri circolari poggianti su base quadrata, mentre quelle delle navate laterali sono sostenute esternamente da peducci a cono poggianti sulle pareti perimetrali e sono dette volte “pensili”. Affiancate all’abside centrale si aprono due cappelle laterali. Lo spazio interno è diviso in quattro campate illuminate ciascuna da una monofora, ma restano tracce delle antiche finestre piccole e strette con arco a tutto sesto, databili intorno alla fine del Duecento. Al centro della facciata si apre un ampio oculo circolare, chiuso da una vetrata. A destra della porta centrale è collocato l’affresco raffigurante San Cristoforo, protettore dei traghettatori.

Nel 2001 la chiesa ha subito un restauro incentrato sul rifacimento del tetto che si era deteriorato a causa di numerose infiltrazioni che avevano danneggiato l’intonaco.

Affreschi

All’interno della chiesa sono conservati alcuni affreschi risalenti al XIII secolo. Sulla controfacciata è affrescato l’Inferno, con un mastodontico Belzebù che divora le anime dei dannati. Sulle colonne ai lati dell’altare maggiore sono dipinte due figure: a destra un santo in abiti vescovili, a sinistra una santa coronata. I due personaggi sono identificabili con Papa Gregorio Magno e la regina Teodolinda, la quale era particolarmente venerata nella zona, in quanto, secondo un’antica tradizione, aveva scelto come sua ultima dimora il Castello di Vezio, che si erge sul promontorio sopra Varenna. Sul fondo della cappella laterale destra è collocata una serie di santi e vescovi sempre risalente al Duecento, incorniciata da decorazioni floreali alternate a croci.

Battesimo di Gesù

Nella cappella laterale sinistra è conservato un dipinto su tavola ad opera di Sigismondo de Magistris, pittore attivo nel territorio lariano: il Battesimo di Gesù. L’opera, datata 1533, come riportato nella finta iscrizione dipinta in alto sinistra, rappresenta San Giovanni Battista che versa l’acqua battesimale sul capo di Gesù inginocchiato e accompagnato da due angeli. Lo sfondo è costituito da un paesaggio montano con due cime tra le quali si intravede la colomba dello Spirito Santo. Nella predella San Giovanni evangelista e San Giorgio affiancano la Madonna col Bambino.

Trittico della cappella laterale destra

All’interno della chiesa sono custodite opere d’arte molto preziose, tra cui gli affreschi delle cappelle e delle colonne, e alcuni polittici. Uno di questi è stato recentemente restaurato da Claudio Fociani e Ede Palmieri: il trittico della Madonna con Gesù Bambino tra San Martino e San Giorgio, risalente al XVI secolo. L’opera si trovava precedentemente nella vicina chiesa si San Giovanni Battista ed è ora collocata nella cappella laterale destra. È stata realizzata con la tecnica ad olio su tavola trasportata su tela, come attestato dall’iscrizione presente sul retro dei tre pannelli, che riporta i nomi dei restauratori, i fratelli Porta, accanto alla data, 1960. È citato anche un certo Sodoma come presunto autore del trittico, indicato anche da Giorgio Pudelko sotto suggerimento del collezionista Venier, il donatore dell’opera. In seguito, però, si preferì attribuire la realizzazione del trittico ad un ignoto pittore lombardo del XVI secolo, per la vaga somiglianza delle fisionomie a quelle di Leonardo e Zenale e per le analogie dei rapporti tonali con l’iconografia del bresciano.

I tre pannelli sono contornati da una cornice in legno intagliato con motivi classicheggianti. Quello centrale raffigura la Madonna con Gesù Bambino, quello di destra san Giorgio e quello di sinistra san Martino. La Vergine in veste purpurea siede con le gambe lievemente incrociate su un trono ligneo, dietro al quale pende un drappo verde. Gesù Bambino in braccio alla madre è nudo e in posizione eretta, con il capo rivolto verso sinistra e gli occhi che ricambiano lo sguardo dolce della Madonna. Le due tele laterali sono pressoché simmetriche: entrambi i santi sono rivolti verso il centro, reggono una spada e sono accompagnati da una figura ai loro piedi: San Martino avvolge un povero con il suo mantello, San Giorgio, raffigurato in una lucente armatura, calpesta un drago. I tre pannelli sono raccordati dallo sfondo celeste, anche se si suppone un assemblaggio forzato dell’opera, in quanto si sono riscontrate alcune incongruenze nelle prospettive e si reputano artificiosi i tagli troppo netti delle arcate e la sovrapposizione della cornice al soggetto centrale.

La chiesa fu probabilmente costruita in tre fasi, come si può notare dalla composizione dei pilastri. Essi infatti sono in pietra nella parte inferiore e in laterizio nella parte superiore, rivelando una stroncatura dei lavori di costruzione della chiesa. La prima fase infatti si può collocare nei primi decenni del Duecento, in cui furono eretti il fusto in pietra dei pilastri e le pareti perimetrali. Sono di fattura tardo-duecentesca, invece, le pareti in cotto, gli archi delle navate e la conclusione in laterizio dei pilastri. Al XIV secolo risale, infine, la terza fase, in cui l’antica copertura lignea, di cui rimangono la cornice e gli attacchi sulle pareti, fu sostituita con una copertura voltata in muratura. L’oratorio è quindi nel complesso databile tra il Duecento e il Trecento, anche se la prima notizia certa risale al 1313. Alla seconda metà del Quattrocento risalgono la costruzione di sacrestia e campanile.

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