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Fiori narrati. Illustratori dell’Art Nouveau

Fiori narrati. Illustratori dell'Art Nouveau


Sabato 7 marzo 2020 il museo di Villa Bernasconi riaprirà al pubblico, con un allestimento artistico: “Fiori narrati. Illustratori dell’Art Nouveau in dialogo con Villa Bernasconi” in collaborazione con la Fondazione Arte Nova.

Fino al 20 settembre 2020 il percorso visita sarà arricchito man mano di opere di alcuni fra i più noti pittori e illustratori dell’Art Nouveau tra cui Alphonse Mucha (1860-1939), Elisabeth Sonrel (1874-1953) ed Edgard Maxence (1871-1954), in un allestimento a cura di Elena Franco.

Da lunedì a venerdì 14:00 – 18:00 | Sabato e domenica 10:00 – 18:00

Ingresso compreso nel biglietto del museo.

Saranno assicurate le modalità di fruizione contingentata previste dal DPCM dell’1 marzo 2020.


Fiori narrati. Illustratori dell’Art Nouveau in dialogo con Villa Bernasconi

Tra le opere esposte si segnala in particolare la grande e rara litografia su tela di Alphonse Mucha (1860-1939) intitolata “Les fleurs“, realizzata per Home Decor nel 1894 e proveniente dalla collezione della Fondazione Arte Nova. Un’opera realizzata da Mucha all’inizio della sua carriera di illustratore, con uno stile ancora distante dai poster che lo hanno reso celebre. Dialogano con quest’opera tre litografie su carta, di una serie di quattro, del 1898, sempre di Mucha, che rappresentano donne con fiori: il garofano, l’iris e la rosa.

Di Paul Berthon (1872-1909), pittore e illustratore francese, è esposta una litografia su carta intitolata “Les bulles de neiges”, di inizio Novecento. Influenzata da Eugène Grasset nello stile, la sua produzione è connotata da una propria riconoscibilità, contraddistinta da colori pastello e contorni netti.

Completano il percorso quattro litografie su carta del 1901 di Elisabeth Sonrel (1874-1953) che rappresentano i fiori d’acqua, di campo, di montagna e di serra. Pittrice e illustratrice di successo, la Sonrel espose con regolarità ai Salons parigini dal 1893 sino al 1941. Si può leggere in una certa parte della sua produzione, probabilmente a seguito dei viaggi in Italia compiuti verso la fine dell’Ottocento, accanto all’adesione allo stile dell’Art Nouveau, anche un richiamo alla corrente dei Preraffaeliti. Molto spesso le sue opere si ispirarono a racconti e leggende, sovente bretoni, mentre più raramente i suoi lavori furono dedicati ai fiori, come nel caso delle opere esposte.

Sempre alla collezione della Fondazione Arte Nova appartiene un meraviglioso leggio degli anni Venti in radica di noce intarsiato, con figura di donna neoclassica stilizzata, in mostra accanto al pianoforte.

Infine, è dell’ebanista Eugenio Quarti (1867 –1926) il salottino in legno di mogano presentato ai piedi dello scalone di Villa Bernasconi, dove le linee eleganti degli alti schienali delle sedie paiono dialogare con i ferri della ringhiera di Alessandro Mazzucotelli (1865 – 1938). I due furono amici in vita, viaggiarono insieme in Europa, parteciparono alle più importanti esposizioni e lavorarono con i più noti architetti esponenti del Liberty, compreso l’architetto Alfredo Campanini (1873-1926), progettista di Villa Bernasconi. È parso, dunque, interessante ristabilire una connessione in occasione di questo – seppur temporaneo – allestimento, immaginando come doveva essere la casa a inizio Novecento.


Per maggiori informazioni

Sito: Villa Bernasconi
T.: (+39) 031 3347209
Email: villa.bernasconi@comune.cernobbio.co.it

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